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Stelvio international 2011

Diari di viaggio > 2011


Questo fine settimana abbiamo deciso di mettere alla prova le nostre amate due ruote con un giro alquanto impegnativo: un tour di alcuni dei più bei passi alpini tra Italia, Svizzera e Austria, con meta finale il Motoraduno Internazionale dello Stelvio.
Il viaggio d'andata prevede all'incirca 400km di strada di cui più o meno 1/3 di curve e tornanti. Vista la notevole distanza e le strade non proprio a scorrimento veloce che andremo a percorrere la partenza è fissata all'alba.
Il gruppo è composto da otto moto (ma altre se ne aggiungeranno), tra cui spiccano le nostre due centaure Jo e Samin, anch'esse, ovviamente, con il loro carico di tende e bauletti al seguito. Dopo esserci scambiati qualche chiarimento sul percorso, si parte direzione lago Maggiore.

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La giornata è stupenda, il cielo limpidissimo e, grazie anche al poco traffico che incrociamo, riusciamo a goderci a pieno il lungo lago sino a Brissago da dove poi entreremo in Svizzera. Lasciataci alle spalle Bellinzona, il paesaggio muta rapidamente; le città si rimpiccioliscono, case e palazzi lasciano man mano il posto a fattorie e stalle disseminate qua e là nei curatissimi pascoli.
Dopo una breve sosta per il rifornimento (uomini e mezzi), cominciamo a salita del primo passo della giornata: il San Bernardino (2085m) che collega la cittadina di Hinterhein a Mesocco.
Seguirà poi uno dei tratti più difficoltosi che abbiamo incontrato, sia per la strada stretta che per i tornanti resi bui dalla scarsa illuminazione presente nelle gallerie: il passo dello Spluga (2113m) visto dal basso dal versante italiano è praticamente una parete verticale di roccia, dove la strada, che scorre al suo interno, si può solo immaginare dato che risulta pressoché invisibile. Il traffico non è molto intenso ma essendo la strada un tornante continuo, la marcia viene resa molto difficoltosa, soprattutto se ci si incrocia, magari in un tornate stretto, tra auto e moto.
Ritornati quindi in Italia e attraversata Chiavenna ci formiamo per pranzo. Il traffico è decisamente più intenso e moltissimi sono i motociclisti che incrociamo, molti dei quali sicuramente diretti al raduno. La strada è ancora lunga e molte curve ci attendono.
Lasciata la Val Chiavenna passiamo nuovamente in Svizzera dove, attraverso il passo Maloja (1815m), giungiamo a Silvaplana da dove, costeggiando numerosi laghetti contornati da fantastiche pinete, arriviamo a St. Moritz, rinomata ed aristocratica meta del turismo invernale. Superato St. Moritz costeggiamo per un tratto la linea ferroviaria del famoso trenino rosso del Bernina.
Mantenendoci pressoché in quota valichiamo il passo del Bernina (2323m) da dove rientriamo nuovamente in Italia proseguendo poi verso Livigno.
Da qui in poi è un sali-scendi continuo sino a Bormio, reso ancor più piacevole delle strade ben curate e scorrevoli.
Superata la Forcola di Livigno (2315m) per arrivare a Bormio percorriamo ancora due passi: Eira (2208m) e Foscagno (2291m). Siamo quasi a destinazione e l'ultimo tratto sino a Sondalo lo percorriamo in completo relax vista la mancanza di curve.
Giungiamo al raduno che è tardo pomeriggio.
Sbrigate le faccende burocratiche (iscrizioni, pass, etc.) ci troviamo un posticino tranquillo dove campeggiare. Finalmente, dopo qualche incertezza, le tende sono piazzate e le moto scaricate dal peso che per tutto il giorno si sono portate in giro; a noi è venuta un po di fame e ci concediamo uno squisito piatto di pizzoccheri accompagnato da una rinfrescante birra.
La serata è appena cominciata e, dopo cena, passeggiamo per il raduno dove, tra le migliaia di moto presenti, se ne possono trovare di rare e originali, pezzi ormai dimenticati affiancati all'ultimo modello uscito; moto che con i loro conduttori hanno percorso migliaia di chilometri attraversando l'Europa per giungere sino a qui e godersi una delle feste più belle del mondo delle due ruote.
Come da tradizione il fumo delle gomme fuse dai continui burn-out e il rumore da “fuori giri” fanno da contorno a tutta la manifestazione.
Calata la notte gli animi si scaldano e tutti si preparano per lo spettacolo delle “1000 luci”, dove centinaia di moto, illumineranno le strade intorno a Sondalo in un corteo dove, per una sera, tutto è concesso, anche se a volte con un pizzico di incoscienza.
La festa continua fino a tarda notte ma per noi è giunta l'ora del riposo, domani ci aspetta ancora molta strada per tornare a casa.
Lo spirito che si respira a questo raduno è di congregazione, sana compagnia e voglia di stare insieme, conoscere gente nuova proveniente da ogni dove, ma unita da medesimo comune intento: vivere la moto a 360°!
È domenica mattina, l'alba è trascorsa da poco, e siamo già quasi tutti svegli, più o meno riposati e infreddoliti (8°C), pronti per ripartire. Ci attende un percorso interessante che ci condurrà sino in Austria.
Giusto per non perdere il ritmo affrontiamo subito la salita allo Stelvio; è presto e c'è ancora poco traffico, tempo un paio d'ore e sarà un serpentone unico che da Sondalo salirà sino in vetta.
Il paesaggio è meraviglioso come del resto tutto ciò che abbiamo visto sinora per arrivare fin qui a 2758m. Ci fermiamo giusto una mezz'oretta per fare colazione e alcune foto, per poi ripartire in tempo prima che la strada diventi affollata come un lunedì mattina sulla tangenziale di Milano.
Se i 34 tornanti a salire ci hanno offerto uno spettacolo memorabile, non di meno lo sono i 48 a scendere, anzi. Il panorama è a dir poco mozzafiato e la strada regala emozioni di guida particolari; vista da sotto sembra un grande albero di Natale stilizzato a cui mancano soltanto le luci per renderla magica.
Giunti quindi in Val Venosta, famosa per le mele e non solo, il panorama cambia nuovamente: la valle si allarga e si notano qua e là, tra i tanti frutteti, castelli e resti di postazioni militari risalenti alla Grande Guerra. Dopo aver lottato contro il vento traverso giungiamo al lago di Resia (1508m).
Questo lago è il risultato dell'unione, avvenuta nel 1950 tramite la costruzione di una diga, dei laghi di Resia e Curon. Per rendere ciò possibile si sacrificò l'antico abitato di Curon Venosta che fù sommerso dalle acque. A testimonianza di ciò che avvenne rimane visibile solo il campanile che spunta dalle acque del lago. L'effetto suggestivo è assicurato.
Ci concediamo qui una breve pausa per il pranzo prima di percorrere un breve ma divertente tratto in territorio Austriaco.
Rientrati in Svizzera, attraverso una delle più belle strade guidate che abbiamo percorso in questi giorni, raggiungiamo nuovamente St. Moritz, da dove poi scendendo ancora dal passo del Maloja rientremo in Italia, e costeggiando il lago di Como prendiamo la via di casa, ma purtroppo, vista la tarda ora, in autostrada.
La stanchezza si fa sentire: abbiamo percorso circa 850Km in due giorni, la maggior parte su alcune delle strade più belle dell'arco alpino, una serie di quasi 200 tornanti per un totale di 9 passi alpini valicati, quasi tutti oltre i 2000m.
Le emozioni suscitate da questo viaggio sono state così tante che non vediamo l'ora di rivederci al 36° Stelvio International.


Ilena Costantini


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